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Metti una sera a cena

by Giuliano Brandoli last modified 2010-01-25 19:06

A proposito del Quadrante di Tessera...

Un paio di settimane fa io e mia moglie stavamo in pizzeria assieme ad amici; tra battute e discorsi sui figli la conversazione scivolò sull’elezione del nuovo sindaco e, da lì, all’ ”affair” del quadrante di Tessera. Nuovo stadio, nuova sede del Casinò, nuovo campo di atletica, nuovo hotel, cittadella dello sport, negozi, supermercatone, parcheggione e chissà cos’altro. Si parla di costruire per 1 milione i metri cubi, qualcuno dice 2 milioni. Qualche malinformato prevede anche la seconda pista dell’aeroporto, magari non subito, ma da approvare successivamente con una “variante”, magari dopo aver verificato che i terreni in questione non siano davvero a rischio alluvione, come denunciato da qualche matto ambientalista. Ne parliamo, tentando di valutare i pro ed i contro per noi mangiatori di pizza: nuovi posti di lavoro, non si sa quanti; ossigeno per il casinò che può diventare ossigeno per le casse comunali; stadio per una squadra che non c’è (ma che si potrebbe fabbricare); pista di atletica perché l’atletica è la madre di tutti gli sport (si fabbricheranno anche gli atleti); hotel per scarnificare, pare, le presenze in quelli esistenti; supermercatone perchè più ce ne sono e meglio è. Considerando poi la sub-lagunare e l’alta velocità, verosimile il passaggio da 20 milioni a 30 milioni di turisti/anno accelerando la lenta morte per anossia di Venezialand e dei suoi nativi. C’eravamo intristiti, pensando che non c’era nulla da fare. E pensando che, probabilmente, nessuno di noi aveva capito la grandiosità di quel mega-progetto, ci martoriavamo nella nostra pochezza al confronto con coloro che eletti, da noi, tale lungimirante progetto avevano ideato, valutato, approvato; ma ci domandavamo, anche, perché nessuno ce ne avesse illustrato con chiarezza, come lo si dovesse spiegare ad un bambino di 10 anni, i nascosti, indubbi vantaggi e la sua dubbia genesi; nessuno, nemmeno chi, dopo averne votato l’approvazione assieme all’opposizione, si era dichiarato ad esso contrario. Lasciata nel piatto metà pizza, l’amica Donatella bevve un sorso di prosecco ed interruppe il nostro rassegnato ed impotente silenzio: “fìoi, xe inutìe che se rabiemo, i xe tuti in torta!” Ecco, questo era stato recepito da noi, poveri stronzi, prevenuti ed ignoranti!

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