MOBILITÀ E AMBIENTE IN ITALIA
Dalla Conferenza dell'ACI una amara constatazione.
Il modello di mobilità italiano, soprattutto alla luce delle sempre più stringenti esigenze di salvaguardia ambientale, non funziona. Ancora oggi il 50% delle automobili circolanti sono pre-Euro3. Il processo di sostituzione verso modelli Euro 4 viaggia ad una velocità di 322mila nuovi veicoli ogni anno.
Di questo passo ci vorrebbero novant'anni per avere tutte le auto Euro 4.
E nemmeno il trasporto pubblico locale rappresenta una valida alternativa, visto che mancano le infrastrutture e i collegamenti con le aree strategiche della città: in Italia ogni cittadino ha a disposizione 2,5 centimetri di binari metropolitani; solo la Grecia, in Europa, fa peggio con 1,6 centimetri, mentre la Spagna arriva a 8,4.
Il trasporto di persone e merci su gomma è nettamente superiore a quello su rotaia.
«Interventi che rispondono ad una logica d'emergenza come i blocchi del traffico, le targhe alterne o l'Ecopass di Milano non rappresentano certo la soluzione e non incidono sulle emissioni inquinanti – ha ammonito il presidente dell'Aci, Enrico Gelpi, durante la sessantaquattresima conferenza del traffico e delle circolazione organizzata dall'Automobile club Italia, a Riva del Garda – eppure sono i più utilizzati. Ottengono il risultato di produrre squilibrio sociale: può circolare soltanto chi può permettersi un auto Euro 4».
L'Aci ha proposto dunque al Parlamento e al Governo che gli incentivi per sostituire e rottamare le vecchie automobili siano più mirati, efficaci ed estesi anche ai modelli Euro 4 usati. Ma la richiesta generale è che si punti su interventi di più ampio respiro.
Due le principali proposte: la prima è una norma quadro che stabilisca criteri uniformi in base ai quali i Comuni decidano sulle limitazioni del traffico: «Attualmente i provvedimenti cambiano da città a città, con il risultato di un grosso caos», ha spiegato Gelpi.
La seconda è una legge quadro che integri la pianificazione degli insediamenti urbani con le esigenze di mobilità, elemento strategico da considerare in fase di progettazione. «A Stoccolma – ha proseguito Gelpi – prima di allargare la cerchia della città entro la quale possono entrare solo alcuni veicoli a pagamento, l'amministrazione ha previsto un ampliamento dei mezzi pubblici e dei parcheggi. Il ragionamento che viene fatto in Italia è esattamente l'opposto, con la conseguenza che i cittadini non hanno alternative competitive con l'automobile».
«Per gennaio 2009 abbiamo previsto un'indagine conoscitiva a livello nazionale sulla mobilità – ha risposto Mario Valducci, presidente della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni – per un intervento su larga scala».
Valducci non ha però nascosto che, vista la situazione economica, «parlare oggi di grossi investimenti da dedicare a trasformazioni così profonde è difficile», aggiungendo che il lavoro della Commissione per ora si è concentrato «sulla riduzione di sprechi da reinvestire: con la crisi economica c'è una crescente richiesta da parte dei cittadini di trasporto pubblico».
Emanuele Fiano, deputato milanese del Pd, componente della commissione Trasporti della Camera, ha invece indicato nell'Expo 2015 che si terrà a Milano «un'importante cartina di tornasole, visto che la città dovrà accogliere 30 milioni di visitatori. Il totale degli investimenti è di 44 miliardi di euro, molti dei quali ancora non ci sono».
Il trasporto urbano appare come uno dei temi più urgenti. «Non è possibile che ancora oggi l'aeroporto di Napoli non sia collegato con il centro con mezzi su ferro – ha aggiunto il senatore Pdl Angelo Maria Cicolani – lo stesso vale per lo stadio Olimpico di Roma. Non è un particolare da poco: va reso obbligatorio».
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ha invece affrontato il tema della sicurezza per chi guida, parlando della stretta messa in campo dal Governo per limitare i danni provocati da chi guida sotto l'effetto di alcol e del progetto di estendere a livello nazionale il modello veronese che combatte anche la guida sotto l'effetto di droghe: secondo i dati di Carabinieri e Polizia stradale il numero degli incidenti è diminuito del 9,5% negli ultimi nove mesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Secondo Ennio Cascetta, assessore ai trasporti della Regione Campania:«La mobilità locale ha il potenziale per diventare la più grave emergenza del nostro Paese. Più del 50% della popolazione mondiale vive nelle città. In Europa la percentuale sale al 75%. Ci sono due possibili risposte: a Tokio l'80% degli spostamenti viene fatto su rotaia, mentre a Los Angeles la stessa percentuale rappresenta gli spostamenti su auto. L'Europa sta in mezzo, con una media di trasporto pubblico del 40-60%. In Italia, il trasporto pubblico locale rappresenta solo il 30%". "Da gennaio 2010 in Europa non saranno consentiti più di sette superamenti annuali della soglia di Pm10 – ha spiegato Cascetta – di fronte a questo scenario i sindaci non possono non predisporre i blocchi del traffico».
Le Regioni in 8 anni hanno speso 8 miliardi di euro di fondi propri per il trasporto pubblico locale. «La Finanziaria 2008 ha fatto un timido passo avanti dandoci 500 milioni in più, ma l'aumento, visto che i fondi erano fermi al 2000, tiene a malapena il passo dell'inflazione»
Fonte: ilsole24ore.com