PESTICIDI SUI CIBI: LIMITI EUROPEI INSUFFICENTI
Secondo Greenpeacee e Legambiente i residui dei presidii chimici agricoli nei cibi non tutelano la salute dei consumatori.
Una recente analisi di Greenpeace e della ONG austriaca Global 2000 ha evidenziato come i limiti attuali per i residui dei pesticidi in Ue siano troppo elevati per garantire la sicurezza alimentare.
Secondo questo studio circa 700 dei limiti massimi di residui di pesticidi legalmente ammessi su frutta e verdura in Europa sono troppo alti. La contaminazione permessa su mele, pere, uva, pomodori e peperoni in particolare è spesso così elevata da poter recare danni acuti e cronici alla salute, particolarmente nei bambini.
In 570 casi presi in esame tali limiti stabiliti per frutta e verdura oltrepassano, infatti, la dose acuta di riferimento ammessa dalla stessa EFSA (l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).
Tra i rischi possibili anche quello per la salute a lungo termine, dal momento che 94 dei nuovi li miti ammessi dall'UE superano la dose giornaliera ammissibile e quindi aumenta la possibilità di subire danni cronici come il cancro o disturbi all'apparato riproduttore ed endocrino.
Per questa ragione Legambiente, dal canto suo, fa ricorso alla Corte Ue.
Dal primo settembre 2008 sono stati innalzati i limiti legali massimi di pesticidi sui cibi europei. È entrato in vigore, infatti, il nuovo regolamento comunitario in materia realizzato con l'intento di armonizzare i limiti di tolleranza a livello europeo. Legambiente denuncia: "Il criterio seguito dalla Commissione europea è pericolosissimo: si è individuato il paese europeo che aveva il limite più permissivo per ogni pesticida e si è esteso questo alto livello a tutti i Paesi membri" .
Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, dice: "I consumatori europei adesso avranno una ben minore protezione rispetto alla loro quotidiana esposizione alimentare alle migliaia di pesticidi presenti sul mercato. E' una logica inaccettabile: almeno i bambini dovrebbero essere si curi quando mangiano frutta e verdura e dovrebbero poterne mangiare quanta ne vogliono. L'UE deve rivedere questi limiti immediatamente".
PAN Europe, Pesticide Action Network Europe, l'organizzazione che raggruppa le associazioni europee a difesa della salute e dell'ambiente contro i pesticidi di cui Legambiente fa parte e la ONG olandese Natuur en Mileiu hanno presentato insieme un ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
"L'Ue con questa legislazione ha tradito l'impegno di portare i limiti al minimo livello tecnicamente raggiungibile, previsto nel regolamento 369 sui pesticidi del 2005, ed a tutti gli effetti vincolante" - ha commentato Elliott Cannell coordinatore del PAN Europe.
Fonte: Helpconsumatori.it