DALLA TANGENZIALE ALLA MOBILITA' SOSTENIBILE
Per una citta' migliore: rinnovare l'azione del Co.C.I.T.
La nostra associazione si è sviluppata attorno al tema "Tangenziale" in quanto la crisi causata dall'enorme congestione di questo "Valico del Nord Est", unitamente al ritardo storico nella realizzazione di un adeguato sistema di trasporto pubblico e allo sviluppo spropositato del trasporto su gomma, hanno messo in ginocchio la nostra città per quindici anni rispetto a mobilità, qualità ambientale e salute, qualità della vita.
L'apertura del Passante autostradale, l'avvio del SFMR, la realizzazione del tram, possono aprire una nuova stagione, i cui esiti finali non sono però scontati.
Il CoCIT - che nel proprio statuto ha lo scopo generale di promuovere iniziative volte a sostenere la mobilità sostenibile - dovrebbe allargare la propria attenzione agli altri aspetti che possono, nel loro complesso, modificare la mobilità e il suo rapporto con l'impianto urbanistico, realizzando una città migliore e più vivibile.
Viabilità ciclabile e pedonabile, sistema del trasporto pubblico integrato, sistema flessibile delle ZTL, nautica sicura e sostenibile nei corsi d'acqua e nella laguna a Mestre, sono i temi che possono affiancare il problema centrale della Tangenziale e del traffico di attraversamento dei corridoi europei, rinnovando un'aggregazione di cittadini più ampia ed incisiva.
La tangenziale e il traffico a Mestre dopo l'apertura del passante
Mestre è storicamente un crocevia tra est, ovest, nord e sud. L'apertura dei mercati dell'Est, l'integrazione europea, la vocazione di porto Marghera quale piattaforma logistica dell'Adriatico, accentuano questa caratteristica. Ciò può rappresentare un'opportunità, ma anche un rischio di danno se non si valuta la sostenibilità delle trasformazioni per il territorio e la popolazione.
Ripensare la Tangenziale-Secante dopo l'apertura del passante può rappresentare un'opportunità per la città. Un suo nuovo utilizzo potrà offrire l'opportunità di attenuarne l'impatto ambientale e di riorganizzare la viabilità migliorando la mobilità cittadina; ma va pensata anche l'opportunità di riqualificazione urbana complessiva, non abbandonando l'idea di poter arrivare ad una futura rottamazione di questo viadotto, ormai obsoleto.
Queste opportunità non sono però scontate e dipendono da scelte che saranno fatte a breve e medio termine.
Infatti vecchi e nuovi pericoli incombono ancora sulla citta'.
Il traffico della direttrice Nord - Sud, il corridoio E55, ed il traffico pesante generato dalla trasformazione di Porto Marghera in polo logistico, se non troveranno un'adeguata soluzione finiranno per scaricarsi nuovamente in tangenziale e sulla città. Un ulteriore problema viene dai progetti di espansione dell'area aeroportuale.
I dati presentati dalla Società Autostrade di Venezia e Padova stimano per il 2011 in più di 80.000 i passaggi medi giornalieri in tangenziale a fronte di circa 50.000 sul passante; gli stessi dati riportano un carico di 26.000 mezzi al giorno generato dalla SS Romea, al 2006; non vengono forniti dati sul numero di mezzi dovuto alle attività portuale e aeroportuale.
Chi programma lo sviluppo di queste attività ed infrastrutture, che comportano la movimentazione di quantità vertiginose di capitali, persone e merci, ha il dovere di non lesinare denari per soluzioni che siano adeguate e sostenibili per la città ed i suoi abitanti. Porto, aeroporto, corridoio adriatico devono mettere nei loro conti il definitivo superamento della Tangenziale-Secante così com'è oggi. Ad esempio con la realizzazione di un'alternativa sotterranea sul tracciato attuale o su quello dei "bivi".
Comunque sono necessarie azioni di recupero e riqualificazione del territorio circostante la tangenziale che può trovare un primo strumento di programmazione del redigento P.A.T. .
E' aspettativa generale che con l'apertura del Passante vi sia uno spostamento del traffico di attraversamento della A4, ma anche di tutto il traffico pesante della SS Romea e del Porto Industriale e Logistico di Marghera; quest'ultimo passaggio è meno scontato perchè le connessioni viabilistiche sono distanti dagli innesti del Passante, nondimeno questo è l'obiettivo da perseguire.
Se questo è il versante interno alla città dei problemi legati ai grandi assi di attraversamento, andrebbe cercato nel prossimo futuro un rapporto con altre realtà regionali investite dagli stessi assi, per identificare due tre obiettivi comuni su cui allargare il consenso dell'opinione pubblica, quali il contenimento del trasporto su gomma, la riduzione progressiva ma costante dei mezzi circolanti più inquinanti, la sostenibilità ambientale delle infrastrutture.
Allargamento degli interessi del Co.C.I.T.
Sistema flessibile delle ZTL
Sul versante della viabilità urbana con l'apertura del Passante ci si aspetta una complessiva riduzione del traffico e dell'accesso sulle strade urbane del traffico proveniente dall'esterno della città, con un sistema di zone a traffico variamente limitato (al traffico pesante, ai non residenti nel comune, ecc.) in base alle caratteristiche e alle necessità delle stesse diverse zone.
In questo senso la realizzazione delle ZTL va vista come miglioramento della qualità urbana da ottenersi per tutti e non a discapito di qualcuno, modulando i necessari interventi di concertazione tra amministrazione, interessi e diritti dei cittadini, interessi delle categorie.
Viabilità ciclabile e pedonabile
Negli ultimi anni la rete delle piste ciclabili si e molto sviluppata, ma molto resta ancora da fare, soprattutto nelle zone meno centrali della città, per garantire ai cittadini di potersi muovere in sicurezza con la bicicletta. Anche per potersi spostarsi sicuramente e tranquillamente a piedi c'è ancora da fare in molte parti della città.
Inoltre è auspicabile una rete di percorsi ciclopedonali che colleghino le varie "isole" verdi che sono cresciute, e cresceranno ulteriormente, in città quali i vari segmenti del Bosco e i diversi parchi pubblici.
Sistema del trasporto pubblico integrato
Il SFMR inaugurerà un nuovo modo ci spostarsi e collegarsi. Analogamente succederà con il tram. Si possono comprendere i disagi causati dai cantieri del tram, e la necessità di compensazione per alcune categorie, come si potrà discutere sulle caratteristiche progettuali o esecutive del tram a Mestre, ma l'idea del tram in sé non può che modernizzare e migliorare la città, riducendo gli inquinamenti, facilitando il trasporto pubblico, migliorando la qualità urbana fino anche a valorizzare immobiliarmente (e probabilmente commercialmente) le zone interessante. L'insieme di SFMR e tram costituisce un'innervazione per gli spostamenti ed i collegamenti nel territorio che modificheranno anche la nostra stessa percezione psicologica dello spazio urbano e delle comunicazioni tra parti della città e della città allargata. In questo senso probabilmente avranno un impatto anche antropologico.
E' però importante che ci sia un'attenzione per l'implementazione di questi sistemi e la sinergizzazione tra loro e con le altre forme di trasporto, sia quello pubblico tradizionale degli autobus, che quello privato dell'auto e della bici, in modo che possibilmente tutti i cittadini di tutte le zone possano giovarsi di questo nuovo sistema complessivo.
Nautica sicura e sostenibile nelle acque di Mestre
Il recupero di San Giuliano attraverso la realizzazione del parco, il tentativo di recuperare le vie d'acqua e l'ambiente che le circonda, dal Marzenego, al Canal salso, ecc. segnano la riscoperta della natura originaria di Mestre quale città anfibia, punto di interscambio tra le comunicazioni di terra e la realtà lagunare. Questa natura originaria è stata stravolta dalle caratteristiche infelici di sviluppo cui è stata sottoposta la città soprattutto nella seconda metà del '900. Il recupero delle proprie acque e la loro navigabilità in modalità compatibili con le diverse caratteristiche geomorfologiche dei vari tratti ( ) è un processo che aiuta il recupero e la riqualificazione di Mestre e la riconfigurazione della sua identità sia sotto il profilo culturale che economico.
Su questi temi, la nostra associazione può aprire un percorso di confronto e di aggregazione con tutte le realtà - associazioni, comitati, gruppi di cittadini, ecc. - sensibili agli argomenti o impegnate a risolvere problemi concreti in cui si trovano coinvolte.
Diego Saccon
Presidente del CoCIT