URBANISTICA E PARTECIPAZIONE
Una proposta di governance allargata del Gruppo di studio per l'urbanistica partecipata della sezione per la Provincia di Venezia dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura
Premessa
Le politiche urbanistiche praticate dalle amministrazioni pubbliche vengono spesso percepite come ambito d’interessi particolari e di pressione di lobby che costantemente ignorano e mortificano il punto di vista del cittadino. Nei documenti “strategici” o “strutturali” il cittadino o l'abitante viene solo citato, mentre le concertazioni sono blindate e molte promesse non rispettate.
Un pur convinto mandato politico alle coalizioni, ai partiti vincitori, per governare e amministrare, non è più garanzia di buone e concrete azioni. Anche il sistema della normativa non è garanzia di qualità ed efficienza: non tiene conto delle necessità affettive ed emotive della collettività.
Da queste semplici osservazioni nasce la necessità, da parte dei cittadini, di organizzarsi in gruppi di interesse per fronteggiare supponenza, prepotenza e ingiustizia e far prevalere buon senso nelle azioni amministrative.
Prendendo spunto da esperienze virtuose di urbanistica partecipata, già concretizzate in altri ambiti nazionali, bisogna uscire da una situazione di costante disagio con delle proposte.
Questo documento nasce dall’osservazione di azioni sperimentali di partecipazione, avviate da amministrazioni comunali, nelle scelte legate alla trasformazione dei loro territori.
Sulla partecipazione
La partecipazione ottiene risultati molto importanti, tra i quali l'identificazione del cittadino nei luoghi in cui abita, la soddisfazione delle politiche messe in atto dall'amministrazione, l'ottimizzazione dei costi di realizzazione, l'efficienza e la soddisfazione nel progetto e nella sua realizzazione, l'integrazione e la sicurezza, l'attenuazione del disagio e del conflitto sociale, l'abbreviazione dei tempi certi di realizzazione dell'opera.
Il processo partecipato rispetta le competenze attribuite al consiglio comunale, ma incide effettivamente sul processo decisionale, coinvolgendo la comunità locale, assumendo un ruolo non di carattere occasionale, ma strumento permanente, luogo istituzionale riconosciuto. Questo modo di concepire l'interesse pubblico, che in molti casi è diventata prassi consolidata, potrà forse inizialmente sembrare un ingombrante impegno, ma introducendolo gradualmente si potranno in breve tempo ottenere quei risultati attesi molto convenienti per consolidare scenari sostenibili, per guardare con più fiducia al futuro.
Se le scelte politiche sono quelle di guardare alla qualità della vita dei cittadini, allora il processo partecipato nel governo delle trasformazioni del proprio territorio, diventa una strada importante, da intraprendere al più presto. Ma se i governi vorranno fare gli interessi di poche e più forti componenti delle realtà politiche ed economiche locali, allora è evidente che si guarderanno bene dal coinvolgere la comunità dei cittadini.
E’ l'amministrazione comunale il solo fulcro da cui far partire il processo di partecipazione.
La nostra proposta di processo partecipato
La prima importante azione che l’amministrazione comunale dovrà fare è di fondare, trasformare perfezionare il proprio Urban Centre, come luogo istituzionale che raccoglie e informa la cittadinanza sulle trasformazioni territoriali previste e in atto, che avvia i processi di progettazione partecipata, che redige il concorso di progettazione, il bando di appalto. L’Urban Centre non deve essere solo una vetrina espositiva!
Quando un’amministrazione decide di avviare una trasformazione territoriale informa l'Urban Centre, che prepara l'avvio di una procedura di partecipazione, organizzando secondo un preciso protocollo e un cronoprogramma il processo che informa e riunisce i cittadini ed i portatori d’interessi.
Il gruppo di lavoro dell'Urban Centre organizza le idee, le proposte, le criticità, espresse durante gli incontri in un documento di linee guida generali, che saranno la prima dotazione progettuale alla trasformazione territoriale. In seguito le linee guida sono affidate al gruppo tecnico di progettazione (che avrà caratteristiche indicate anche dalle stesse linee guida), scelto attraverso un concorso trasparente o altre procedure di legge.
Il gruppo di progettisti proseguirà il processo partecipato dando consistenza grafica alle linee guida, organizzando incontri, passeggiate nei luoghi, realizzando prototipi e altro, fornendo ai partecipanti quegli strumenti necessari per completare questa fase del percorso di partecipazione, che si completa con la fase realizzativa dell’opera.
L'Urban Centre sarà sempre il luogo privilegiato degli incontri e delle esposizioni.
Le competenze della governance allargata
Gli ambiti di approfondimento di questo nuovo modo di pensare ed agire nel territorio devono essere suddivisibili in almeno quattro aree tematiche:
- tutela dell’ambiente e del paesaggio,
- mobilità sostenibile,
- connessioni urbane e funzione insediativa,
- riqualificazione urbana delle aree dismesse e degradate;
ciascuna di queste aree raccoglierà la varietà dei temi: riuso, tutela, infrastruttura e trasporto, spazio pubblico, nuovi orientamenti per la residenza, lo spazio del lavoro.
I casi studio, esempi virtuosi
Si citano come esempio i comuni di Bologna e Firenze, in cui è prevalsa la scelta di costruire il piano strutturale comunale con la partecipazione.
Bologna per ottenere migliori risultati ha trasformato l'Urban Center nel luogo della partecipazione attiva; vi si organizzano gli incontri, si scambiano informazioni, si producono nuove idee per il futuro del territorio comunale, si consultano materiali informatici e audiovisivi, si naviga attraverso le proposte progettuali esposte a cui gli stessi cittadini hanno partecipato.
A Firenze si segnala l’esistenza dell'Assessorato alla Partecipazione Democratica connesso alla pianificazione strategica.
Alcuni ambiti urbani d’interesse collettivo
La proposta indirizzata al Comune di Venezia è di insediare l'Urban Centre presso il Forte Marghera, fulcro geografico della riconciliazione fra laguna e terraferma ed attivare da subito quei processi di partecipazione su ambiti urbani, rilevanti per una migliore qualità della vita nella città, tra i quali si segnalano la riorganizzazione e il recupero ambientale di Piazza Barche a Mestre, di Piazzale Roma a Venezia e dello stesso Forte Marghera,…