Personal tools
You are here: Home Interventi 2009 DA PORTO MARGHERA A LAS VEGAS
Navigation
Log in


Forgot your password?
New user?
 
Document Actions

DA PORTO MARGHERA A LAS VEGAS

by Pino Sartori last modified 2009-11-29 22:10

100 anni di trasformazioni della gronda lagunare

interventi_logoL'epocale trasformazione della gronda lagunare che ha infranto le leggi sulla laguna poste dalla Serenissima fu senza dubbio la realizzazione delle aree industriali a Porto Marghera che sono state il volano economico della Mestre del Novecento.

Ma l'attacco più micidiale al territorio anfibio viene sferrato dalle industrie (chimica e metallurgica) scaricando rifiuti di processo in ogni angolo della gronda da Fusina ai Pili, da San Giuliano, a Campalto. Negli anni '70 non avvertendo l'importanza di un bene-patrimonio pubblico come la laguna, la si tratta alla stregua di una discarica nonostante fossero già note le segnalazioni dell' UNESCO per una sua tutela contro ulteriori trasformazioni: e così per la necessità di smaltire anche i rifiuti solidi urbani, in laguna di fronte a Campalto, si realizza con essi una grande discarica.

Da questa aggressione chimica e morfologica è nato il degrado dell'ecosistema lagunare e il declino della pesca tradizionale, principale risorsa delle popolazioni lagunari non ancora interessate dal turismo di massa. Dopo 40 anni e 40 miliardi di lire dei contribuenti, terminano i lavori di messa in sicurezza della discarica.

Le successive trasformazioni della gronda furono la costruzione dell'aeroporto (1962) a spese in massima parte della laguna, e l'espansione della città sul territorio agricolo. La scelta ricadde su Campalto realizzando l'attuale "Villaggio laguna".

Seguono numerose trasformazioni più o meno coerenti con il piano regolatore, delle zone agricole, tanto che alle soglie del 2000 si manifestano con sempre maggiore frequenza fenomeni alluvionali legati alle precipitazioni rade ma sempre più intense. La popolazione delle zone perilagunari, soggiacenti al livello del mare(-140 cm mediamente) comincia a percepire con maggiore preoccupazione il rischio idraulico conseguente alla estensione dell'urbanizzazione. Solo recenti disposizioni della Giunta regionale DDGGRR 3637/2002 e 1322/2006 (in gran parte non ancora applicate) mettono un freno all'espandersi della metropoli che si mangia terreni agricoli e superfici non edificate senza una valutazione degli effetti e l'adozione di necessarie compensazioni idrauliche.

Un'altra "intossicante" conseguenza della dispersione edilizia è l'alterazione della qualità dell'aria; la respirabilità è quasi diventata un optional di fronte alle emissioni sempre più intense causate come è ben noto (almeno per il 70%) dal traffico veicolare.

Questo modello urbano rivela ora la sua essenza più insidiosa sia per gli aspetti elementari della vita, come il semplice respirare, ma anche per i condizionamenti psicologici sui residenti esposti agli stress del traffico, della carenza di verde, di spazi per pedoni e ciclisti, per chi in genere persegue stili di vita "slow" più compatibili con i ritmi dell'umana natura.

Quindi il modello deve essere corretto per non innescare contraddizioni sociali gravi sui temi della salute e della vivibilità urbana, della residenza, della sicurezza idraulica, della preservazione dei suoli agricoli.

La cittadinanza ha compreso la necessità di dotarsi di una paradigma di vita ecosostenibile e plaude al Bosco di Mestre e al parco di San Giuliano formidabili progetti di "risarcimento ambientale"per una città, che Goldoni  paragonava a Versailles.

 Ma l'ecosostenibilità di una politica per un territorio con questi precedenti storici, non può essere equivocata con la semplice realizzazione di nuove aree "verdi e/o boschive", ma deve essere innanzitutto improntata al rispetto e risparmio dei soprassuoli agricoli, che sono un complemento vitale alla città.

Utilizzare poi il territorio vergine come moneta urbanistica per finanziare progetti di sviluppo di cui non si conosce l'impatto ambientale tradisce ogni crisma di ecosostenibilità. E' il caso dell'amplissimo comparto di aree edificabili previsto nel PAT a Tessera che non ha corrispondenza con il PRG vigente, ma coincide con una "osservazione" presentata congiuntamente da due privati: SAVE spa e Marco Polo Srl (società immobiliare del Casinò); "osservazione" presentata alla Giunta Regionale il 25 luglio 2008, con quattro anni di ritardo sui tempi previsti per l'adozione dello strumento urbanistico "Quadrante di Tessera" (della giunta Costa).

Se passerà questa ipotesi quali saranno gli impatti e le compensazioni ambientali? 20-30 ettari di rimboschimenti che saranno bosco solo fra 100 anni? Risposta, sicuramente inadeguata ai problemi che scatenerà questa massiccia urbanizzazione, che essendo collocata nello stretto imbuto idraulico del nordest della terraferma mestrina, potrà mettere in serio rischio di alluvione l'intero abitato di Tessera.

L'orizzonte perilagunare della verde campagna fra Tessera, Ca' Noghera, Campalto, Favaro e Dese, già segnato dalle nuove costruzioni aeroportuali, subirà un profonda mutazione per l'innesto di profili edilizi estranei: il nuovo casinò, alberghi e relative mega insegne luminose, immancabili pizzerie, fast food, ristoranti, discoteche, bar, sale da gioco, "night club", supermercati, negozi di improbabili "souvenirs".

Insomma la' dove passava l'antica via Annia, sta per nascere una "nuova città del divertimento e tempo libero" (in anglopolitichese= entertainment district and leisure! )che si animerà soprattutto di notte o nei pomeriggi allo stadio! Il tutto sovrastato da un traffico aereo sempre più intenso, rumoroso e inquinante, che sbarcherà milioni di turisti ansiosi di vedere la piazza della più bella città del mondo, e contornato da assolati parcheggi pieni di pullmann rigurgitanti turisti ancor più frettolosi!
Finiremo tutti a servizio dei tour turistici "all-inclusive" del tipo: arrival airport Tessera --> transfer to Venice with evernew sub-lagoon-way --> walk in the st.marc square --> serenade at "gondola" (25min) --> "tramezzino" (very venetianfood!!!) and coke --> return to hotel --> fast shower --> fast dinner --> free evening in the best recent Casinò in Europe! --> departure from airport --> bye-bye Venezia! 

 E' questo il nuovo pezzo della città che vogliamo?

Las Ve(nezia)gas
 
E' questa la risposta allo sconquasso produttivo di Porto Marghera? E' forse questa la "green economy" in salsa veneziana? A detta di questa amministrazione comunale uscente, pur subendo il pesante condizionamento della Regione Veneto e del gestore aeroportuale che vuole la terza pista, sarà una urbanizzazione improntata allo "sviluppo ecosostenibile!!!"

 Mentre le opere di mitigazione, risarcimento e bonifica ambientale per un secolo di trasformazioni e danni all'ambiente lagunare rimangono al palo!

Con questi tempi di vacche magre, ce n'è abbastanza per serie meditazioni e revisioni dei programmi elettorali che già circolano.

Pino Sartori  (Referente per l'ambiente del Circolo del PD di Campalto)


Powered by Plone, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: