LAGUNA DI VENEZIA INVASA DAI RIFIUTI
Una ulteriore segnalazione al Sindaco di Venezia per rivedere e migliorare il rapporto della città, regina del turismo mondiale, con i rifiuti che cominciano a mutare l'aspetto dei territori più belli della laguna che circonda la città.
Al sig. Sindaco di Venezia
Prof. Massimo Cacciari
Al Sig. Assessore all’ambiente
Dott. Pierantonio Belcaro
Al Sig. Direttore della
Direzione Ambiente e Sicurezza
Dott. Luigi Penzo
Al Sig. Direttore della Veritas
Dott. Razzini
LORO SEDI
Oggetto: Proposta per la raccolta di materiale plastico nelle barene e nelle rive dei canali o fiumi della Laguna di Venezia mediante aspirazione meccanizzata.
ASPIRAZIONE MECCANIZZATA DI RIFIUTI DI PLASTICHE VARIE NELLE BARENE
Tutti coloro che frequentano per turismo, per lavoro o per semplice svago le rive fluviali o le arginature dei canali che sfociano in laguna o le barene della Laguna stessa rimangono meravigliati e stupiti dalla vista della quantità enorme di oggetti (in genere recipienti) di plastica e pezzi di polistirolo depositati dagli eventi naturali come le acque alte o i venti che li spingono ad ammassarsi proprio ai piedi degli argini dei canali naturali come l’Osellino-Marzenego.
Si presume, e ci sono testimonianze in tal senso, che questo fenomeno si ripeta in moltissimi altri angoli lagunari, con un trend crescente, stando al moltiplicarsi delle raccolte straordinarie messe in campo dalle sempre minoritarie forze del volontariato.
Solamente frequentando questi ambienti si assume la consapevolezza di quanto potere distruttivo e degrado abbiano le attività turistiche e l’incuria dell’uomo, perché questo fenomeno può trarre origine o dall’incivile costume del singolo turista o cittadino che usa e getta ovunque si trovi i contenitori di plastica, o da una carente qualità nelle operazioni di movimentazione dei rifiuti.
La natura con la sua limitata generosità maschera parzialmente questo scempio durante la bella stagione con la copertura vegetale, ma la maschera cade con l’autunno-inverno e lascia intravedere il vero volto di una laguna deturpata.
I bambini che accompagnamo a visitare la laguna e che stanno apprendendo le necessità della raccolta differenziata, non capiscono, i giovani volontari che puntualmente si organizzano per la pulizia si demotivano, gli adulti sono presi dallo sconforto.
In particolare quando l’esperienza di pulizia è ripetuta più volte, la passione civile per un ambiente pulito e sano rischia di essere vanificata da un anno all’ altro.
C’è una percezione di impotenza.
E’ naturale che il pensiero si indirizzi naturalmente su tutti i soggetti che in maniera diretta o indiretta amministrano o sono coinvolti nell’organizzazione della pulizia del territorio; Comune, Municipalità, Veritas, Aziende pubbliche o private oltre che all’irresponsabilità del singolo che abbandona con gesto svogliato e sprezzante i contenitori di plastica.
Non si vorrebbero mai sentire (soprattutto gli amministratori) questi discorsi perché sono l’anticipazione di nuovi costi economici causati da irresponsabili che non usano bene i servizi già esistenti forniti e pagati dalla comunità.
I costi economici aggiuntivi per la nostra azienda (Veritas) e l’impegno fisico dei volontari sono elevati e il risultato purtroppo è modesto e non si conserva nel tempo.
L’attenzione delle politiche di gestione dei rifiuti in questi anni era mirata, e lo deve essere ancora, alla formazione sociale/comportamentale dell’individuo durante il percorso scolastico di primo e secondo livello con campagne di sensibilizzazione, ma non è sufficiente per risolvere questo particolare aspetto in una città così complessa come Venezia.
Bisogna migliorare qualitativamente la filiera della raccolta dei rifiuti (dai cestini urbani, ai siti di travaso, ai mercati rionali soprattutto quelli del pesce che usano i recipienti di polistirolo, tutti i siti produttivi che sono a contatto con l’acqua) tappando le falle che evidentemente alimentano questo fenomeno fino a gratificare con risultati visibili e percepiti il lavoro speso fino a questo momento a ripulire quegli ambienti lagunari che sono risorse paesaggistiche ed anche economiche per altre parti della città .
Riflettendo sulle considerazioni sopra esposte, l’associazione “LA SALSOLA” in occasione delle rinnovate iniziative di pulizia della barene di Campalto svolte assieme ad altre associazioni ambientaliste, con lo scopo di conservarne l’integrità naturalistica, impegnata in un disegno generale di sostenibilità ambientale e di fruizione pubblica compatibile dei luoghi di gronda si è posta il problema dal punto di vista di un possibile gestore incaricato di un servizio pubblico.
Perché non intervenire meccanicamente con aspiratori industriali simili a quelli già impiegati per la raccolta sulle strade delle foglie in autunno in servizio attualmente a Veritas?
Si devono considerare alcune condizioni di fatto per formulare un’ipotesi di un approccio meccanizzato del problema e magari per la progettazione di un prototipo.
1) Le aree interessate dal maggiore degrado per il massiccio deposito di rifiuti sulle barene o rive sono usualmente prospicienti agli argini: in una superficie compresa entro i 15-20 metri dal piede dell’argine;
2) Gli argini sono transitabili e la loro tenuta al carico è garantita dal transito mezzi di lavoro del Consorzio Dese Sile per la manutenzione delle rive;
3) L’obiettivo è la raccolta dei recipienti di plastica e dei frammenti di polistirolo mediante un aspiratore industriale mentre gli ingombranti e il vetro potranno essere raccolti con l’assistenza manuale;
4) Se vi fosse la possibilità di frantumare/sminuzzare il rifiuto prima dell’aspirazione l’operazione risulterebbe molto più efficiente per la quantità di materiale raccolto/ora e per la capacità di stoccaggio.
5) La raccolta eseguita durante il periodo autunno-inverno, otterrà le migliori performances se abbinata alla raccolta manuale in collaborazione con associazioni di volontariato locale e attraverso una campagna di informazione alla cittadinanza;
6) L’esperienza maturata in una fase a terra (Campalto) potrebbe essere successivamente testata anche in laguna trasferendo a bordo di una chiatta il mezzo aspirante per la pulizia di quei siti raggiungibili dai canali.
Il suggerimento naturalmente muove da una continua percezione del fenomeno da parte di tutti i soci e dall’assunto che la comunità tutta deve porsi il problema e quantomeno sapere che gli organismi politici e tecnici l’hanno considerato se non risolto.
Pertanto gli organi direttivi dell’associazione hanno deciso di comunicare alle SS.LL. queste riflessioni nella convinzione che il problema non può essere più ignorato né tollerato.
Conseguentemente a tali riflessioni l’associazione La Salsola chiede di poter confrontarsi con l’Assessorato all’ambiente del Comune di Venezia e l’azienza incaricata dell’asportazione dei Rifiuti solidi urbani nel Comune di Venezia (Veritas), per capire se ci sono margini operativi e finanziari per intraprendere almeno una fase sperimentale di ripulitura di quei siti lagunari emblema di progetti di valorizzazione ambientale della Gronda lagunare.
Il Presidente
-Arch. Carmine Liguori -
