LA LENTA AGONIA DELLA LAGUNA
L'appassionata e sconsolata riflessione di un vecchio pescatore di San Pietro in Volta
di Gianfranco Vianello
La laguna di ieri non è quella di oggi. L'apertura del Canal Nuovo o dei Petroli, costruito tra il 1961 e il 1969, assieme all'inquinamento ha fatto raggiungere livelli che mai si sarebbero dovuti essere raggiunti.
A proteggere le paludi erano le alghe che noi chiamiamo Lixéra, Gramìn e Bioni. L'habitat veniva a essere una casa per tutte le specie figlie della laguna ma non solo. C'erano specie che nascevano e morivano nello stesso posto come gambereti, ostreghe o canestrei; ma c'erano anche specie che con l'inizio dell'inverno, verso novembre, uscivano verso il mare per ripararsi dai rigorosi freddi della laguna. Qui, una volta fuori, cominciava anche la stagione della riproduzione. In ogni stagione c'era qualcosa da catturare, di notte o di giorno; in questo modo nella laguna c'erano sempre tantissime barche che andavano avanti e indietro.
La conoscenza profonda dell'acqua e della terra suggerisce che in questo periodo debbano esserci delle secche più ampie e frequenti del solito: le Seche dela Berola.
Nei tempi passati pescare a volte era facile fare un ottimo pescato, tanto eccessivo, tanto da doverlo gettare a mare. La laguna pullulava di vita e il mercato ittico di Chioggia teneva solo prodotti nostrani e freschi. Grazie alla pesca viveval' 80% delle famiglie. L'entrata delle petroliere ha danneggiato enormemente l'ambiente, strappando via ghebi, cime e rami e poco alla volta l'economia ben bilanciata della nostra terra.
La pesca che mai era venuta a mancare adesso è compromessa e non è poco. Ogni nodo viene al pettine, così con l'inquinamento e l'apertura del Canal Nuovo tutto è peggiorato: prima la laguna e dopo il mare. Non solo ma tale canale vicino all'entrata del porto di Malamocco causa una forte corrente più di prima tanta che il suo risucchio di entrata, tira quelle specie di pesce che entra in laguna e vanno diritte in barena.
Prima invece venivano divise dai 4 canali, così chiamati: Malamocco, Fisolo e Spignon con il canale del campaniletto che costeggia i'isola di Pellestrina.
Ah, se solo fossero stati ascoltati gli esperti del mare, i pescatori!
Quando gli anziani di allora si accorsero di quello che stava succedendo si protestò , lo ricordo bene, ma nulla valse: la macchina era già in movimento e l'ambiente compromesso.

La natura si sacrificava per il progresso ma chi di dovere non fece i conti con un dato facile da leggere, mentre i soldi vanno e vengono, i cambiamenti fatti alla natura spesso sono irreversibili. Così le petroliere, dei grandi cimiteri galleggianti, sono arrivate ancor prima che ce ne accorgessimo e hanno fatto quello che è visibile a tutti. La laguna di oggi, per i suoi fondali, si potrebbe cominciare a chiamarla un piccolo mare.
Ma non è proprio così male per noi, chi se la passerà veramente male saranno le generazioni che nascono oggi e di più quelle di domani.
San Pietro in Volta , 3 marzo 2010