OGM: DIMOSTRATO IL RISCHIO DI SUPER-INFESTANTI
Vengono al pettine i nodi di questa pericolosa tecnologia.

Per la prima volta uno studio canadese dimostra che la stabilizzazione del transgene nelle piante selvatiche dura fino a sei anni. Un gruppo di ricercatori dell' Agriculture and Agri-Food Canada (AAFC) è riuscito a dimostrare che i transgeni di colza GM resistente agli erbicidi si trasferiscono nel pool genetico della parentale selvatica e che i tratti di resistenza persistono nelle generazioni successive per un periodo di almeno sei anni.
Il trasferimento di geni da piante GM a parentali selvatiche era già documentato nella letteratura scientifica per diverse colture di interesse agricolo, tuttavia poco si sapeva del destino del transgene nel tempo.
Questo studio, appena pubblicato sul numero di marzo della rivista Molecular Ecology, fa luce adesso sulle conseguenze derivanti dal fenomeno dell'ibridazione: le popolazioni ibride, infatti, possono sfuggire ai normali fattori di controllo ecologici e trasformarsi in super infestanti negli agro-ecosistemi e in piante invasive negli ecosistemi naturali, eliminando completamente specie vegetali naturali pre-esistenti e con esse anche gli organismi a queste legati.
I nodi della tecnologia transgenica applicata alle colture agrarie vengono dunque al pettine: uno dopo l'altro si dimostrano fondati i dubbi espressi sulla sicurezza delle piante geneticamente modificate.
Da ora in poi sarà difficile continuare a sostenere, come spesso avviene anche nei pareri scientifici rilasciati dagli esperti dell'EFSA, che la formazione di ibridi tra colture GM e parentali selvatiche è un evento non molto frequente.
Intanto le proteste contro i prodotti OGM continuano in tutto il mondo
Fonte : Fondazione Diritti Genetici
http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/displaycommento.php?id=110
di Nicoletta De Cillis
[ 07 marzo 2008 ]
E' urgente che l'Unione Europea proclami entro il 2008 la moratoria degli OGM e fermi la contaminazione delle colture naturali. A farsi portavoce dell'appello sono due sigle, il CPE francese e il COAG spagnolo, che rappresentano il Coordinamento degli agricoltori e degli allevatori europei, un organismo che raggruppa le associazioni rurali e le cooperative agricole di vari paesi.
Basandosi sulla decisione del governo francese di applicare la clausola di salvaguardia e fermare la coltivazione del mais MON810, il Coordinamento chiede ai rappresentanti europei la messa al bando, entro l'anno 2008, di tutti gli OGM approvati. L'uso dei semi ingegnerizzati, dichiarano, minaccia la sovranità alimentare e la maggioranza dei consumatori continua a rifiutarli. Anche sul piano delle sicurezze scientifiche, un numero crescente di dati dimostrerebbe che gli OGM costituiscono un rischio per la salute e l'ambiente. Pertanto, di fronte alle continue denunce di inquinamento delle filiere e all'impossibilità di una coesistenza con le colture convenzionali e biologiche, il Coordinamento fa appello all'Unione perché decreti la moratoria di tutti gli OGM dai paesi europei.
Per saperne di più:
CPE and COAG ask for a European moratorium on GMOs
http://www.viacampesina.org/main_en/index.php?option=com_content&task=view&id=492&Itemid=37