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UN ENHYGMA PER LA PROTEZIONE IDRAULICA DEL TERRITORIO

by Luigi Veronese last modified 2008-07-11 12:13

Una tecnologia flessibile, efficace ed a basso costo, in grado di rilevare la situazione di aree particolarmente a rischio sotto il profilo idrogeologico.

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Obiettivo principale del progetto ENHYGMA  (Environmental, Hydrologic and Ground Management) è la definizione di una metodologia flessibile, efficace ed a basso costo, in grado di fotografare la situazione di aree particolarmente a rischio sotto il profilo idrogeologico.
 
Le metodologie individuate si servono di strumentazioni all’avanguardia, utilizzate dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS di Trieste, e precisamente voli satellitari, rilievi fotografici tridimensionali effettuati con una piattaforma laser scanner aviotrasportata, integrati con sistemi di ripresa ortofotogrammetrica digitale.

Tutti i dati rilevati, per le opportune verifiche, sono confrontati con dati esistenti ed immessi in una banca dati compatibile con i dati GIS.

Al di là dei tecnicismi sopra riportati, il risultato è un sistema informativo territoriale che confronta i dati in nostro possesso anche a livello statistico. In sostanza, nel nostro  caso, si è presa in esame un’area di circa 20mila ettari nel bacino del fiume Tisza in Ungheria ed utilizzando le strumentazioni e le metodologie sopra indicate si è riusciti ad avere una massa di informazioni che serviranno a progettare interventi per la riattazione idraulica definitiva del bacino stesso.

Gli obiettivi generali a lungo termine che si prefigge il progetto sono:

1. il miglioramento del livello di sicurezza idrologica: monitoraggio dei bacini, prevenzione delle piene, migliore pianificazione delle infrastrutture e urbanizzazione più razionale;
2. la razionalizzazione della gestione e pianificazione territoriale: ottimizzazione nell’uso del suolo grazie alla definizione delle tipologie e relative categorie di uso, maggiore disponibilità delle risorse idriche a fini agricoli, aumento delle produttività dei terreni più fertili;
3. la conservazione ambientale: creazione e riabilitazione di zone protette, zone parco e zone umide, predisposizione di bacini intensivi ed estensivi per la fitodepurazione;
4. la crescita economica e sociale: miglioramento della produttività agricola e delle attività economiche esistenti, insediamento di nuove realtà e di p.m.i. (artigianali, turistiche, etc.), qualificazione professionale nel settore delle soluzioni tecnologiche per l’ambiente, aumento dell’occupazione.

Il vantaggio di tale modello è il basso costo, la possibilità di trasferirlo tal quale ad altre realtà e la certezza dei dati acquisiti che, in tridimensionale, ci forniscono anche le immagini del fondo del fiume e del bacino.

L’Unione Veneta Bonifiche ha proposto all’Unione Europea il progetto di cui sopra nell’ambito dei progetti INTERREG IIIB CADSES; il progetto è stato finanziato e si è concluso nel gennaio di quest’anno; l’Unione Veneta Bonifiche ne è diventata Leader Partner, coordinando l’attività dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS di Trieste, dell’Università di Agricoltura di Atene, dell’Istituto ENVITEST di Budapest, dell’Istituto di Geodetica dell’Università della Slovenia e, per quanto riguarda la Repubblica Ceca, dell’Istituto Povodí Odri.

Chi fosse interessato a maggiori informazioni può rivolgersi all’indirizzo di posta elettronica unioneve@tin.it.


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